Msn, skype, facebook, badoo, irc, blog, videochiamate, album web e chi più ne ha più ne metta. In ogni istante della giornata posso far sapere a tutti cosa penso, cosa faccio e dove sono. Non sarà un po' esagerato? Tutto ebbe inizio con il cellulare, potevamo essere rintracciati ovunque, anche in bagno. La via di fuga è spegnerlo. Ma tutto sommato mantiene ancora quel gusto antico del telefono di Meucci che ci accompagna da più di 100 anni, anche se mancano i fili, ma è un dettaglio che ai più è indifferente. E poi ci permette di mentire e dire che siamo a casa sul divano anche se siamo su una spiaggia dei Carabi, o di spegnerlo e non farci trovare o cambiare numero se ci va di tagliare con il passato! Poi è stata la volta della diffusione di massa dei pc, delle connession "always on", delle chat, dei forum e ora dei social network.Ricordo di una pomeriggio di una domenica invernale di un anno della mia infanzia che non so collocare temporalmente, quando il babbo stese un cavo dal telefono nell'ingresso allo studio e provò con non so cosa (un modem?) a collegare il nostro mac con un mac nel palazzo accanto. Penso che fosse il 1990, mi pare che il monitor fosse già a colori ma io ero ancora una bambina e saltellavo intorno a questo cavo con il babbo che mi gridava di stare attenta a non inciamparci.Chi avrebbe detto allora che quello era un segno del destino?
Adesso siamo invasi da applicazioni che vogliono farci condividere con il mondo anche i nostri momenti più privati, giocando su l'esibizionismo imperante e sulla voglia di protagonismo.
Se da un lato mi piace poter pubblicare le mie foto e farle vedere agli amici, se mi piace scrivere sul blog i miei pensieri sconclusionati, se mi piace ritrovare su facebook amici persi di vista e farmi un po' i fatti loro, se mi piace usare msn per comunicare rapidamente, se mi piace skype per telefonare dall'altra parte del mondo spendendo pochi centesimi non sono tanto sicura che mi piaccia essere così invasa da queste applicazioni, quasi aggredita, direi. Non credo che mi piaccia che tutti sappiano dov'ero oggi pomeriggio e cosa sto facendo andesso, o che qualcuno sappia per filo e per segno i siti che ho visitato 3 settimane fa. E' vero, basta spengere il pc ed il cellulare. Ma lo sappiamo che è come una droga. Ormai anche se devo andare via un fine settimana mi collego con il cellulare per leggere la posta o faccio una capatina su skype. E se vado in vacanza per una settimana? Il primo giorno sono disorientata, poi mi riabituo alla vita "analogica" e, devo essere sincera, non è affatto male!
Crediamo che la tecnologia ci renda più liberi ma probabilmente è un'illusione.
Eppure non dovrei essere proprio io a dirlo, perché più o meno dovrei campare su queste cose!
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